lunedì 14 gennaio 2013

Josè Maria Jimenez

Josè Maria Jimenez - Ricordo del Giro d'Italia 1999 / Memory of Giro d'Italia 1999
Aveva provato a fuggir via col Panta, sui lunghi rettilinei della Fauniera. Aveva pensato di attaccarsi a quella splendide ali e di spiccare il volo con lo scalatore più forte del momento. El Chaba era così; non faceva calcoli, ne conti con se stesso. Ne con le proprie gambe, cui non dava mai ascolto. Così transitò davanti al mio obbettivo praticamente fermo, con l'ammiraglia costretta a bruciare la frizione, talmente bassa era la velocità. El Chaba non è mai stato un ciclista, semmai un artista di se stesso che ha saputo in rare occasioni, spiccare la meraviglia del volo che, quel sabato di fine Maggio, proprio non gli riucì.

He tried to resist behind Marco's wheel. He tried to fly together with that wonderful bird named Pantani. But such will just burned his legs on the long way to the top of the Fauniera. El Chaba was such rider never negotiating legs and heart. No dialogue, just feeling and pushing hard when was feeling it was the right moment to do so. Despite the legs, despite any consequence. That day he trasited in front of my camera almost stuck. The car behind was burning the clutch so slow was the speed. But El Chaba was not a common rider, was an artist; an artist of the dream and the beauty. Searching the flight of the life. Such flight he just didn't foud that afternoon on the Fauniera.

1 commento:

Pedale.Forchetta ha detto...

La storia di Jimenez mi ha sempre colpito molto, perché non lascia scampo.