mercoledì 18 ottobre 2017

Gianni Moscon

Gianni Moscon - Strade Bianche 2017

Se devo scegliere un episodio che descriva Moscon questo è l'ultimo minuto della Roubaix, quando il trentino con le ultime energie rientra, trainando Stuyven sul trio di testa (Val Avermaet, Stybar e Langeveld). Li c’è tutto Moscon, che non riprende neppure fiato, non si mette a ruota, ne imposta alcuna volata, ma aggredisce la corsa lanciandosi in testa. Quinto su cinque, non poteva andare diversamente, ma la grinta non passa inosservata. Un altro episodio che mi ha colpito è il podio del Lombardia, non tanto perché a 23 anni faccia notizia, ma per il clima della vigilia che lo aveva visto sottoposto ad uno stress mediatico intenso, con le accuse di banditismo da parte del Team Francais des Jeux. Non sono solo io ad aver notato tutto questo, per primi ci sono arrivati gli avversari e Gianni è finito in un turbine di episodi discussi ed in discussione: dagli insulti razzisti del Romandia, alla caduta d’un avversario che pubblicamente lo accusa d’un gesto vile. Nel tempo dei social, dove una reputazione si disintegra in un mattino, per qualcuno ce n’è a sufficienza per creare il nemico pubblico numero 1 che tanto basta a proiettarci alla stagione 2018 ed alle sfide che verranno. Se Moscon abbia davvero un lato oscuro è da vedere, ma l’immagine è ormai modellata. Lui è quello da cui guardarsi o da guardare. A seconda di dove vogliate collocarvi.

giovedì 12 ottobre 2017

Laurens De Plus

Laurens De Plus - Il Lombardia 2017

Questo è Laurens de Plus, Belga di 22 anni che promette bene in salita, è il corridore che sabato scorso al Lombardia ha terrorizzato tutti con il volo spaventoso (video) oltre il guardrail, nella discesa dalla Colma verso Nesso. A lui è andata incredibilmente bene, purtroppo altri nella stessa curva hanno subito cadute altrettanto rovinose, ma con conseguenze ben più gravi. La discesa in questione è davvero molto difficile perché lunga, stretta e piena di curve cieche e che stringono all’ultimo. A ben vedere tutto il finale del Lombardia, da Sormano in avanti, è caratterizzato da discese terribili, basti pensare a quella di Civiglio tra muretti, abitazioni ed arredi urbani vari. C’è un altro fattore da considerare ed è quello della lucidità, della capacità di scendere dopo aver svuotato il serbatoio delle energie in salita. Forse è proprio il caso di De Plus, che ha cercato di contendere a Cheler il primato del passaggio sul muro, chiedendo troppo a se stesso. Non è neppure un caso che Nibali abbia vinto il Lombardia finalizzando in discesa un attacco partito in cima al Civiglio: era semplicemente più fresco dell’avversario ormai svuotato dallo sforzo della scalata.  


lunedì 9 ottobre 2017

Il Giro di Lombardia

Il Lombardia 2017 - i corridori scendono dalla Valbrona su Onno
Amo questa corsa per la luce tagliente e orizzontale che mi costringe a ripararmi sotto l’ombra d’un muretto per non rovinare la fotografia. La amo per il rapido passaggio da Onno che mi costringe a salire sulla diga del porticciolo per trovare un varco sufficiente a riprendere la scena che preferisco. Amo la rincorsa sulla Valbrona fatta di tensione per un bivio chiuso o che sta per chiudere. Amo sentire il cuore battere forte prima del passaggio sul muro di Sormano quasi fossi io a salire. Lei è l’ultima e la prossima è lontanissima, tanto lontana da non parlarne neppure e quindi solo per lei abbiamo occhi e pensiero, mentre il gruppo scende rapido verso il lago.

venerdì 6 ottobre 2017

Diego Rosa

Diego Rosa - Giro di Lombardia 2016
Lo scorso anno Diego Rosa perse il Lombardia sul traguardo, dopo uno sprint serrato con Chaves. Fu un enorme delusione per l’atleta Piemontese dopo aver corso da protagonista tutto il giorno. Ero sulla Boccola e vissi quel finale assieme ai suoi tifosi, un gruppo organizzato di appassionati con bambini, madri e padri che stravedono per questo corridore. Lo sprint fu talmente concitato che sullo schermo piccolo del telefonino, per un attimo, tutti videro Rosa resistere al ritorno del Colombiano su Sentierone. Ma Rosa aveva perso una o due pedalate decisive e la realtà fu presto chiara. Qualcuno pianse, tutti ci rimasero malissimo e mentre andavano via già parlavano del 2017. Ci siamo ragazzi, e probabilmente domani, al momento giusto, ci sarà anche il vostro campione. In bocca al lupo. 

mercoledì 4 ottobre 2017

San Fermo della Battaglia

Giro di Lombardia 2007 - San Fermo della Battaglia, l'attacco di Riccò e Cunego
Sabato prossimo si corre la classica di chiusura del calendario, il Giro di Lombardia (che tutte le corse si porta via..), da Bergamo a Como passando per le rive del lago e per il triangolo Lariano con Ghisallo e Sormano. E’ una corsa definita “monumento” grazie alla sua storia centenaria, al suo fascino ed ai nomi di coloro che l’hanno vinta. La fotografia risale al 2007, fu scattata sulla salita di San Fermo della Battaglia proprio nel momento in cui Riccò provò ad andar via per la prima volta, con Cunego che lo seguiva come un’ombra. All’atleta Emiliano furono necessari tre scatti per staccare tutti, tutti eccetto il Veronese che lo superò sul traguardo. Questa salita ha fatto esordio nel 2004, quando il Lombardia tornò con l’arrivo a Como dopo vent’anni e l’organizzazione propose di salire a San Fermo non dal versante classico (stradone)  che oggi si affronta in discesa, ma da una vecchia stradina stretta e ripida mai percorsa in precedenza dalla Classica d’autunno. Fu subito un successo perché collocata a ridosso del traguardo, quello che avrebbe incoronato tre volte Cunego, due volte Bettini e due Gilbert, segno che Como si affeziona ai suoi vincitori. Chissà che sabato prossimo non si prosegua con la serie ricorrente dei vincitori “Comaschi” ripartendo Nibali, che qui ha vinto nel 2015 (lo scorso anno si giunse a Bergamo). 

giovedì 28 settembre 2017

Bergen 2017 - Una città Mondiale


A Bergen è sera e c'è una pioggia sottile. Il mercato del pesce al porto è ancora vivo, crostacei nei piatti e in vetrina, il profumo delicato del mare rimane intatto fino a notte fonda. Si mischia alla vita notturna che scorre, insieme alla birra, sul lato opposto della strada. Quella strada battuta per una settimana intera dalle ruote veloci dei campioni e da quelle un po' più lente di chi è qui per fare esperienza, per dire "c'ero anch'io, ci ho provato". Ragazzi e ragazze di Paesi lontani, dove la bici è un mezzo per viaggiare e scappare, molto prima che per salirci su un podio. Ma Bergen, che è lontana un po' da tutto, non lo è dai sogni dei tanti pionieri che nel tempo sono saliti fin quassù, in questo nord piovoso e mite, a cercare fortuna e un domani. Al porto risuonano parole in lombardo, occhi da orientale, acconciature iberiche e vivacità sudamericana. Il profilo di legno a punta delle casette nordiche offre ospitalità a un'anima multietnica, in questa città che va soprattutto vissuta e non solo fotografata.
Una città Mondiale.

mercoledì 27 settembre 2017

Louis Meintjes

Louis Meintjes - Giro dell'Emilia 2014
Sabato prossimo a Bologna si correrà una delle classiche più affascinanti del calendario, il Giro dell’Emilia, che trova nei due chilometri di scalata al Santuario di San Luca il suo prezioso simbolo. Una salita molto dura e discontinua, che corre lungo il meraviglioso porticato ad archi pitturato in rosso, che custodisce tra essi diversi ex-voto. La foto che ho scelto per introdurre questa corsa è quella di un ragazzino (nel 2014 aveva 23 anni), che da allora è cresciuto parecchio. Il Sudafricano Louis Meintjes è oggi un regolarista delle corse a tappe, spesso nei primi 10 al Tour de France. Non è tra i miei preferiti perchè troppo prevedibile e troppo spesso “sulle ruote”, ma sicuramente un bel motore con ampi margini di crescita. Lo vediamo impegnato nell'edizione 2014 (11° all'arrivo) mentre scala il San Luca in maglia di campione nazionale, curiosamente fuori sella; in realtà lui predilige la pedalata da regolarista, seduto e con un rapporto lungo, quasi mai sui pedali se non per rilanciare o perchè le pendenze sono eccessive, il che la dice lunga su quanto è duro che questo tratto di strada. Il segmento "impossibile" va avanti, tutto dritto, dalla curva "delle orfanelle" per quasi 500 metri, spesso decisivo per l'esito della corsa.